Afghanistan ,Parisi: «Se non passa si rivota»

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I deputati lavoreranno meno. Tre settimane al mese di attività, per essere liberi gli ultimi sette giorni. La proposta del Presidente della Camera Fausto Bertinotti verrà discussa nei prossimi giorni dai capigruppi parlamentari, ma l'assenso alla legge che sancirà il diritto al "mese corto" è quasi certo. Lo stesso Bertinotti , infatti, ne ha già discusso con i presidenti di commissione "registrando un sostanziale consenso".
Tre settimane di lavoro mensili, dunque, che per un deputato diventano dieci giorni su trenta, visto che l'attività di Montecitorio comincia il martedì e finisce il venerdì mattina. Un invito al riposo per i politici stressati? Niente di tutto questo. Le ferie obbligate sono già previste da un regolamento della Camera, che il leader di Rifondazione Comunista intende applicare per permettere agli eletti all'estero di rientrare nei propri collegi elettorali. Principio che già stava alla base del week end lungo di cui i parlamentari hanno sempre goduto, e che ora regolamenterà il diritto di tornare a casa anche per chi deve percorrere migliaia di chilometri.
Se Bertinotti parla di "sostanziale consenso" registrato nell'aula di Montecitorio, qualche mormorio di dissenso sembra trapelare tra le fila dell'opposizone, che giudica "un po' troppa" la riduzione dell'orario di lavoro. E non solo. Dalle pagine di Europa, arriva il timore che il "mese corto", come è stato definito dal presidente della commissione Affari Costituzionali Luciano Violante, possa essere percepito dagli elettori come un ulteriore privilegio concesso ai politici. Contro questo rischio, il quotidiano della Margherita oppone come garanzia l'autorevolezza del presidente Bertinotti, ma si lascia andare comunque ad una considerazione:"Forse, di questi tempi, l'idea che Montecitorio lavori solo tre settimane al mese, non sarà accolta tanto bene".
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«Si è fatto un polverone su un finanziamento lecito». Questo ha dichiarato il leader della Cdl, Silvio Berlusconi, sulle inchieste che riguardano l’ex governatore della Puglia, Fitto. 

Alle 17,20 sgomma davanti all'hotel Excelsior, lo aspetta un centinaio di militanti di Forza Italia per un'assemblea sul referendum, gli applausi scrosciano ma il giovane ex governatore non riesce proprio a ritrovare il sorriso. Poche battute con i giornalisti: «Quello che ho da dire è nel comunicato dell'altro giorno, fa ancora testo». Cioè, che lui è estraneo alle accuse, tutti i contributi elettorali sono regolarmente registrati e l'intera storia è un'assurdità.| | |||||

Bari di procedere agli arresti domiciliari nei confronti del deputato azzurro, ed ex presidente della Regione Puglia, nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti nella sanità. Mentre i vertici del partito parlano esplicitamente di «emergenza democratica», il leader della Cdl - in privato - si dice «preoccupato» per quello che definisce un «nuovo accerchiamento giudiziario» dimostrato non solo dall'inchiesta pugliese, ma anche dagli sviluppi nello scandalo del calcio che, secondo la relazione del commissario Francesco Saverio Borrelli, vedrebbe un coinvolgimento diretto anche del Milan. Considerazioni che il Cavaliere ha ricordato di aver già fatto in occasione dell'ultimo comitato di presidenza del partito. Allora, Berlusconi aveva stigmatizzato come alcuni alleati avessero «preso sotto gamba» i segnali di un nuovo «assedio giudiziario». Un'analisi che - secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di parlargli - avrebbe portato Berlusconi a ricordare ai partner della coalizione di aver segnalato l'anno scorso l'urgenza di approvare una nuova legge per regolare l'uso e la pubblicazione delle intercettazioni. «Io l'avevo detto - avrebbe sostenuto rimarcando le »titubanze« di alcuni alleati - nessuno può dirsi al sicuro da questi attacchi». Ecco perchè, con i più stretti consiglieri, il Cavaliere si sarebbe detto «preoccupato» per le ultime cronache giudiziarie. Si tratta, avrebbe osservato, di un «ennesimo attacco» che confermerebbe un «disegno più vasto, volto a delegittimare la classe dirigente del centrodestra, secondo il solito modo di operare della sinistra». Il leader della Cdl avrebbe inoltre sottolineato la concomitanza di questa «ondata» giudiziaria con due importanti appuntamenti: il referendum costituzionale e l'entrata in vigore della riforma giudiziaria voluta dal centrodestra. Berlusconi ha però deciso di non commentare direttamente, lasciando ai vertici del partito il compito di contrattaccare. La richiesta della procura di Bari, hanno rimarcato Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto in un comunicato congiunto, «è l'ultimo avvenimento di una serie di fatti gravissimi che creano un'autentica emergenza democratica». «Piena solidarietà» all'ex governatore pugliese arriva da Paolo Bonaiuti. Il portavoce del capo dell'opposizione si dice convinto che questa «lunghissima vicenda si concluderà con il riconoscimento della sua assoluta estraneità ai fatti». Più duro Elio Vito, capogruppo azzurro a Montecitorio. La richiesta di arresti per Fitto, osserva Vito, «insieme ad altri eventi di questi giorni, fanno temere l'inizio di una vera e propria campagna di intimidazione nei confronti del centrodestra».

| Vendola: sono sconcertato e mi auguro che Fitto sia estraneo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
(ANSA) - BARI, 20 GIU - 'Sono sconcertato e indignato per l'accaduto. Mi auguro che Fitto sia completamente estraneo ai fatti'. Lo ha detto Nichi Vendola. Cosi' si e' espresso il presidente della regione Puglia, a proposito del provvedimento cautelare agli arresti domiciliari emesso dalla magistratura barese nei confronti dell'ex presidente della Regione. Per quel che riguarda provvedimenti nei confronti dei dirigenti regionali coinvolti, Vendola ha risposto di aspettare gli accertamenti dei fatti. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
